Quando Arpa entra in azione
Dietro le quinte delle emergenze ambientali
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Quando si parla di Arpa FVG, spesso si pensa alle previsioni meteo o al monitoraggio dello stato dell’ambiente, ma pochi sanno che l’Agenzia interviene anche in situazioni di emergenza.
Cosa accade quando si verifica un’emergenza ambientale? Dallo sversamento di sostanze inquinanti agli incendi, Arpa FVG interviene per monitorare, analizzare e supportare le decisioni delle autorità. Scopriamo assieme come.
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Durata del podcast: 14 minuti e 17 secondi
Benvenuti a una nuova puntata del podcast di "Terra rara" io sono Cristina Benoni oggi affrontiamo un tema molto interessante che in pochi penso sappiano rientri tra i compiti di Arpa Friuli Venezia Giulia che è l'intervento in caso di emergenze ambientali. Quando si pensa ad Arpa spesso vengono in mente le previsioni meteo oppure il monitoraggio dello stato dell'ambiente, ma quello che non tutti sanno è che l'Agenzia interviene anche in situazioni di emergenza. Per approfondire questo tema siamo insieme a Davide Torassa del settore "Vigilanza e controlli ambientali sul territorio" e a Giovanni Cherubini responsabile del "Centro regionale di riferimento rifiuti e suolo", perché spesso le emergenze riguardano proprio anche questi aspetti ambientali. Grazie ragazzi per essere qui e benvenuti. Ciao Cristina. Ciao Cristina. Allora partiamo dalle basi; penso sia importante chiarire subito quando parliamo di emergenze ambientali cosa intendiamo esattamente. Partiamo innanzitutto dalla definizione di emergenze ambientali: sono quelle situazioni critiche causate da eventi straordinari che non sono programmati nel corso della giornata, e che determinano delle condizioni di potenziali pericoli per l'ambiente e richiedono degli interventi urgenti e tempestivi, proprio per essere gestite e per riportare la situazione alla normalità. L'evento può interessare anche più matrici ambientali come l'acqua e l'aria o il suolo, e in base proprio all'ampiezza del fenomeno può richiedere l'intervento di più enti di soccorso; per esempio noi di Arpa possiamo essere impegnati in emergenze locali oppure anche essere coinvolti in emergenze nazionali o internazionali. Ok proviamo adesso ad entrare un po' più nel concreto: quali sono le emergenze a cui vi capita di rispondere più spesso? Ora Cristina, per dare un'idea, nel 2025 l'Agenzia è intervenuta in oltre 50 casi di potenziali emergenze ambientali; più della metà hanno riguardato l'inquinamento delle acque superficiali, spesso causato da sversamenti di idrocarburi come gasolio o oli esausti, dovute magari a manutenzione o a serbatoi bucati, oppure a scarichi anomali di aziende. Gli idrocarburi sono la parte più visibile, diciamo, nell'acqua superficiale perché lasciano una patina iridescente ben distinguibile da un normale corso, questo dà luogo a segnalazioni che poi si sviluppano proprio nella chiamata di emergenza. Inoltre un'altra evidenza molto importante è quella delle morie di pesci sempre nei corsi d'acqua superficiali o la presenza di schiume oppure cambiamenti insoliti del colore dell'acqua, quindi segnali anche questi di probabili scarichi anomali a monte del corso d'acqua stesso. Un altro ambito importante in cui interveniamo è quello degli incendi. Incendi principalmente di matrici riguardanti quasi sempre i rifiuti, oppure di stabilimenti produttivi che possono comportare il rilascio nell'aria di sostanze inquinanti. Inoltre interveniamo spesso a causa di incidenti stradali che vedono la perdita di sostanze pericolose, che possono essere trasportate dai mezzi coinvolti negli incidenti, oppure la rottura dei serbatoi dei mezzi stessi che rilasciano nell'ambiente le sostanze inquinanti, quali i gasoli idrocarburi che possono andare a contaminare i terreni o le acque superficiali. Quindi sono diverse le tipologie di emergenze in cui capita di intervenire. Ma cosa succede esattamente quando scatta un'emergenza? Arpa FVG ha un proprio sistema di risposta all'emergenza, è attivo 24 ore su 24 365 giorni all'anno. Parte tutto quando arriva una segnalazione da parte di un altro ente pubblico, come i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile o le Forze dell'Ordine. Il dirigente responsabile riceve la chiamata sul proprio telefono e raccoglie gli elementi e valuta la situazione, in modo tale poi da classificare l'evento: questo evento può essere ordinario, quindi gestibile durante le giornate successive, oppure una vera e propria emergenza ambientale. A questo punto attiva la squadra di pronto intervento e gli operatori possono intervenire e gestire da remoto l'emergenza, quindi analizzando dei dati ambientali già in nostro possesso, oppure elaborando dei modelli previsionali oppure direttamente in campo, quindi attraverso dei sopralluoghi sul posto. Una volta scattata l'emergenza come è organizzato il sistema di risposta? è attivo un servizio di pronta disponibilità in cui per ogni turno sono presenti 13 operatori e qui possiamo trovare per esempio l'esperto dei rischi industriali, quindi che ha esperienza nell'accesso in stabilimenti produttivi, oppure l'esperto della qualità dell'aria per incendi, la radioattività o l'esperto della meteorologia oppure delle acque superficiali. Questo sistema di pronta risposta interviene su tutto il territorio regionale. Quindi intervengono degli operatori specializzati, possiamo dire? Esatto, esatto, appartenenti alle diverse strutture specialistiche dell'Agenzia. E quando arrivate sul luogo di un'emergenza cosa fate concretamente? Nell'emergenza l'obiettivo principale è mettere in sicurezza la situazione dal punto di vista ambientale, evitare quindi la compromissione delle diverse matrici ambientali, principalmente i corsi d'acqua o l'aria, e verificre che le misure messe in atto per ripristinare una situazione di normalità siano effettivamente effettuate, che siano efficaci anche. Come prima cosa quindi acquisiamo gli elementi e le informazioni sull'evento per fare una valutazione tecnica; e quindi possiamo svolgere anche campionamenti sulle diverse matrici ambientali o misurazione di alcuni parametri direttamente in campo, come ad esempio le polveri per quanto riguarda un incendio. Eseguiamo quindi delle indagini sia per capire quali sono state le cause che hanno portato al verificarsi in un determinato evento, e sia per capire la responsabilità. è importante sottolineare che il ruolo di Arpa comunque è quello di fornire un supporto tecnico scientifico agli altri enti coinvolti, e non interviene come enti di soccorso come fanno i Vigili del Fuoco direttamente sul posto o la Protezione Civile. La nostra attività esclude quindi interventi operativi diretti, ma svolge la sua attività in condizioni di totale sicurezza nell'ambito della cosiddetta "zona sicura", al di fuori della zona principalmente coinvolta, a supporto quindi delle decisioni delle autorità competenti. Certo, chiaro; e potete farci qualche esempio concreto di situazioni nelle quali siete intervenuti? Certo, un'emergenza che è una delle tante emergenze come dicevamo prima affrontata, ha riguardato lo sversamento di idrocarburi in un corso d'acqua. Dalle ricerche svolte siamo riusciti a risalire per due chilometri lungo il corso d'acqua e abbiamo ritrovato in un'area un serbatoio interrato che perdeva idrocarburi, quindi era bucato. Di concerto con le autorità competenti, quindi con il Comune, che ha coinvolto la persona che era proprietaria di questo serbatoio, l'abbiamo fatto rimuovere prontamente, in quanto era bucato e aveva contaminato sia il suolo che il corso d'acqua. Un altro caso invece ha riguardato un intervento in emergenza per una moria di pesci in un corso d'acqua, dove siamo intervenuti sul posto e, risalendo a monte, abbiamo trovato uno scarico anomalo di un'azienda produttiva. Dall'accesso poi all'interno dell'azienda abbiamo trovato un impianto di depurazione delle acque reflue che presentava dei malfunzionamenti. In quel caso lì abbiamo gestito la causa, ma anche ci siamo poi preoccupati di valutare poi i punti sensibili a valle dello scarico anomalo. Infatti avevamo trovato un allevamento ittico proprio a valle di questo e, insieme al personale del Consorzio di Bonifica, si è cercato proprio di deviare il corso d'acqua per limitare l'impatto. Quindi è fondamentale anche il lavoro a rete con l'ente sia attivatore, ma anche con gli altri enti competenti nella gestire l'emergenza. Un altro caso invece è avvenuto nell'estate del 2022, che era caratterizzata proprio da una significativa siccità, dove siamo stati coinvolti durante gli incendi sul sul Carso triestino, in cui abbiamo supportato per settimane i sindaci dei diversi comuni proprio per dare informazioni sui livelli di polvere in aria nei centri abitati e attraverso delle misure in campo e anche utilizzando la nostra rete di monitoraggio della qualità dell'aria. E sempre in tema di incendi, Cristina, un'altra emergenza che ha riguardato un incendio presso un impianto di trattamento rifiuti; è una delle casistiche più complicate in cui interveniamo con diversi operatori e quindi diverse specialità: abbiamo la modellistica ambientale, che elabora dei modelli previsionali per verificare quali sono le aree dove avremo la maggiore ricaduta di inquinanti. Poi abbiamo l'esperto di qualità dell'aria per le misure in campo e per la verifica delle centraline, l'esito delle centraline. Poi l'esperto di rischi industriali per valutare la gestione delle acque di spegnimento e la gestione dei rifiuti prodotti a seguito dell'incendio. In questi casi informiamo i sindaci e le autorità competenti, che chiedono all'Agenzia qual è lo stato della situazione ambientale e di capire se è necessario adottare delle misure da comunicare proprio ai cittadini. Infatti proprio riguardo a questo, mi ricordo che durante gli incendi sul Carso che ricordava Davide prima, alcuni sindaci hanno dovuto imporre proprio l'obbligo di indossare le mascherine alle persone che sono in l'aperto, proprio a seguito dei fumi degli incendi che hanno fatto sforare i limiti di qualità dell'aria. Esatto, poi a volte capita anche di essere coinvolti in emergenze che avvengono dai nostri vicini, come in Veneto o in Slovenia. è importante proprio lavorare nella diciamo nella fase normale proprio per curare le relazioni per esempio con Arpa Veneto oppure con l'Agenzia per l'ambiente slovena in modo da fare rete e scambiarci in maniera costante le informazioni perché durante le giornate d'emergenza sia poco tempo e la comunicazione deve essere efficace e concreta. Assolutamente. Ma facciamo un attimo un passo indietro, mi regancio all'esempio che faceva prima Giovanni del serbatoio interrato bucato che ha contaminato il terreno e il corso d'acqua, immagino che poi la vostra attività non si sia conclusa lì, cioè quando l'emergenza finisce il vostro lavoro penso continui. Esatto Cristina, il nostro lavoro continua spesso nella fase di "post emergenza" chiamata, attraverso il personale delle strutture specialistiche, una di queste la dirigo io (quella delle bonifiche), per valutare le misure messe in atto, lo stato dell'ambiente dopo la situazione di emergenza che si era creata e per determinare eventuali segnalazioni alle autorità competenti, per i provvedimenti amministrativi che sono quelli propri della bonifica dell'area. In alcuni casi se si evidenziano situazioni gravi e ripetute, possono essere inserite nelle attività di controllo futuro, quindi programmare ulteriori sopralluoghi presso l'area per verificare effettivamente l'efficacia delle misure di sicurezza messe in atto. Ecco, chiaro. Proprio riguardo a questo vi faccio un'ultima domanda, ma forse la più importante: le emergenze ambientali si possono in qualche modo prevenire? Assolutamente sì; ad esempio in molte aziende virtuose troviamo già predisposti dei kit di emergenza costituiti da materiale assorbente, utile per intercettare rapidamente un eventuale spandimento, oppure anche dei sistemi di sezionamento e protezione per bloccare la fuoriuscita evitando poi lo sviluppo di un'emergenza. Altro elemento importante è anche l'attività di manutenzione periodica sulle attrezzature all'interno delle aziende proprio per evitare malfunzionamenti o guasti che potrebbero sviluppare anche ulteriori possibili emergenze. Esempi positivi nelle aziende anche troviamo all'interno dei piani di formazione per i lavoratori, dove vengono inseriti delle esercitazioni e simulazione degli eventi incidentali, proprio per rendere più consapevoli i lavoratori nella gestione dell'emergenza. E a proposito di esercitazioni anche noi di Arpa partecipiamo insieme a per esempio a Vigili del Fuoco e Protezione Civile ad attività simulazioni periodiche quando si applicano per esempio i piani di emergenza; oppure, per esempio con la Guardia Costiera, partecipiamo periodicamente a simulazione di sversamenti di idrocarburi o di altre sostanze pericolose in mare, fuoriuscite da da navi, dove attiviamo il nostro sistema di risposta all'emergenza attraverso l'esperto della modellistica, che elabora dei modelli proprio per stimare la propagazione dell'inquinamento in base ai venti e alle maree e in base anche ai punti sensibili presenti sulla costa. Inoltre l'Arpa attraverso l'attività di vigilanza e controllo nei diversi stabilimenti, verifica anche gli aspetti legati alla prevenzione degli incendi oppure le manutenzioni dei diversi sistemi di trattamento. Un'altra parte fondamentale riguarda l'attività di pareri che rilascia l'Agenzia alle autorità competenti nell'ambito dei vari procedimenti autorizzativi sugli stabilimenti industriali e sugli allevamenti, in cui vengono date indicazioni per prevenire gli incidenti che potrebbero portare a delle emergenze ambientali. Per esempio negli impianti di trattamento di rifiuti uno dei dispositivi di prevenzione può riguardare l'installazione di "termocamere" nelle aree dove sono in giacenza i rifiuti in modo da intercettare eventuali principi di incendio. Giovanni, giusto per darci un'idea, puoi fornirci qualche dato sul numero di controlli e pareri che ARPA effettua ogni anno? Certamente, nel 2025 l'Agenzia ha effettuato quasi 500 controlli alle attività industriali e allevamenti e ha rilasciato oltre 600 pareri nei diversi procedimenti autorizzativi che riguardano i diversi impianti presenti sulla regione. Quindi numeri importanti che ci fanno capire che c'è un sistema strutturato che lavora ogni giorno per tutelare l'ambiente anche nelle situazioni più critiche. Bene, siamo arrivati al termine di questa puntata. Ringrazio Davide Torassasa e Giovanni Cherubini per il lavoro che fate ogni giorno e per averci accompagnato dietro le quinte delle emergenze ambientali. Grazie per essere stati con noi. Grazie a tutti.







