La "Scuola per l’Ambiente" di Arpa FVG

I professionisti del futuro

Intervista

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Fulvio Stel

Direttore Tecnico Scientifico di Arpa FVG

Nell’intervista a Fulvio Stel, Direttore Tecnico Scientifico di Arpa FVG, emerge la centralità di Scuola per l’Ambiente, un’attività istituzionale dell'Agenzia nata per rispondere all'esigenza fondamentale del trasferimento di saperi tecnici esperti con l'obiettivo di creare relazioni e interscambi proficui tra chi produce i dati ambientali e chi deve utilizzarli quotidianamente per gestire e amministrare il territorio.

Agenzia

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Arpa FVG è nota per misurare costantemente i parametri ambientali attraverso i monitoraggi e i controlli, ma dal 2016 promuove con successo la "Scuola per l’Ambiente". Di cosa si tratta e qual è il suo obiettivo principale?

Nonostante Arpa sia prevalentemente conosciuta per i monitoraggi ambientali e per i controlli nelle attività produttive, tra i compiti istituzionali dell’Agenzia rientra anche quello dell’educazione e formazione ambientale. In campo ambientale, l’educazione rientra tra i “livelli essenziali” delle prestazioni a cui l’Agenzia è tenuta a rispondere, e lo fa coltivando competenze specifiche per condividere conoscenze e informazioni utili ad una corretta gestione dell’ambiente e delle attività produttive nell’ottica della sostenibilità. La Scuola per l’Ambiente è un’attività istituzionale di Arpa FVG nata per rispondere all'esigenza fondamentale del trasferimento di saperi tecnici esperti. L'obiettivo cardine è creare relazioni e interscambi proficui tra chi produce i dati ambientali — i nostri tecnici e scienziati — e chi deve utilizzarli quotidianamente per gestire e amministrare il territorio. Operiamo nell'ambito delle diverse matrici ambientali come aria, acqua, suolo e rifiuti, avvalendoci di formatori qualificati provenienti dall'Agenzia, dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), dalle università e dalle aziende sanitarie.

A chi si rivolge specificamente questa proposta formativa e perché è considerata una "leva strategica" per la nostra regione?

La Scuola per l’Ambiente si rivolge a un pubblico ampio come Comuni, Amministratori locali, associazioni di categoria, professionisti e responsabili d’impresa. È considerata una "leva strategica" perché non offre una formazione accademica astratta, ma cala le competenze tecnico-scientifiche nella realtà della nostra regione, attraverso casi reali e dati certi derivanti dai monitoraggi dell'Agenzia. Questo approccio garantisce una maggiore efficacia dell'azione amministrativa, permettendo ai portatori di interesse di assumersi le proprie responsabilità con cognizione di causa e rispondere meglio ai bisogni della collettività. Risulta particolarmente utile per consulenti e tecnici che operano nel campo ambientale, ma anche afferenti al mondo della Pubblica amministrazione e degli Enti locali, così come a studenti universitari, che possono calare in concreto le nozioni teoriche acquisite.

Come vengono selezionati i temi dei seminari e quali sono gli argomenti principali?

Per rispettare il mandato dell’Agenzia di dare un taglio operativo legato a situazioni concrete, i corsi proposti da Arpa FVG rispecchiano aggiornamenti normativi come, ad esempio, Direttive Europee su matrici ambientali quali acqua, aria o suolo, o che portano particolari sviluppi tecnici nel caso di una nuova linea guida agenziale e nuovi basi, dati, metodiche analitiche.

L’Agenzia adotta un approccio "su misura", individuando i temi proprio dalle richieste di approfondimento inviate da Comuni e Amministratori locali. Questa metodologia, che ha portato alla realizzazione di 104 seminari tra il 2016 e il 2025, mira a fornire non solo conoscenze tecnico-scientifiche, ma anche alcune indicazioni sui percorsi giuridico-amministrativi necessari per operare sul territorio. Solo nell’edizione 2025, sono stati programmati 12 seminari online gratuiti su argomenti di grande attualità che toccano da vicino la salute pubblica e la pianificazione urbana. Tra questi, abbiamo affrontato tematiche complesse quali quelle della genetica e del DNA ambientale per lo studio e la conservazione dell'ambiente, la gestione del Radon nelle aree prioritarie del FVG e le nuove direttive europee sulle acque reflue. Temi in rapida evoluzione e molto promettenti per il futuro dei monitoraggi ambientali.

I numeri delle ultime edizioni sono molto significativi. Il passaggio alla modalità online è stato positivo?

A seguito del COVID-19, la Scuola per l’Ambiente ha strutturato i corsi in modalità di videoconferenza e il numero delle iscrizioni è cresciuto ed è diventato molto rilevante. In quasi tutti i corsi raggiungiamo il numero dei 500 partecipanti, limite tecnico della piattaforma utilizzata, tra cui anche molti iscritti da fuori regione. Quest’ultimo aspetto, che ci rende decisamente soddisfatti, è anche una sfida ad ampliare la valenza dei nostri corsi, collegandola al locale e legandola alle peculiarità e caratteristiche della nostra regione.

Per garantire la massima diffusione, al termine di ogni ciclo pubblichiamo integralmente i video dei seminari e le presentazioni dei docenti sul nostro sito web istituzionale, sì da poter essere seguiti ex novo anche in differita e a più riprese, soffermandosi sulle parti ritenute d’interesse.

Numero persone iscritte e partecipanti effettive

Numero persone iscritte e partecipanti effettive
Anno Iscritti Partecipanti effettivi
2020 1125 761
2021 2395 1540
2022 3264 2313
2023 5008 3506
2024 5255 4199
2025 5171 4147

Numero persone partecipanti per provenienza geografica

Numero persone partecipanti per provenienza geografica
Anno Regione FVG  Italia oppure non definito
2020 525 236
2021 798 742
2022 446 1867
2023 1441 2065
2024 1452 2747
2025 935 3212

Per rendere questi temi tecnici più "pop" usate anche linguaggi multimediali. Come si integrano in questa strategia?

I corsi della Scuola per l’Ambiente sono tenuti da tecnici che gestiscono in prima persona ciò di cui parlano e offrono risposte pratiche alle situazioni critiche. Chi racconta, racconta le sue esperienze quotidiane e condivide il proprio bagaglio di conoscenze. Il risultato è una tecnica di comunicazione più “pop” rispetto al consueto, che ci rende interessanti e attrattivi, anche attraverso l’utilizzo di video e animazioni che alleggeriscono il percorso logico delle informazioni trasmesse. Un esempio utilizzato per catturare l’attenzione dei partecipanti è stato inscenare una vera emergenza ambientale durante uno dei nostri corsi che si incentrava proprio su quell’argomento.

E per finire: quali sono i temi e le novità di quest’anno? Riesce a darci delle anticipazioni?

Quest’anno affronteremo il tema delle nuove direttive su suolo e aria, che impatteranno su monitoraggi ed azioni da intraprendere per tutelare queste due matrici ambientali. Vorremmo anche affrontare il tema degli inquinanti emergenti, delle cosiddette “ditte a rischio di incidente rilevante” e della finanza sostenibile, argomenti mai affrontati in precedenza, e testarne la risposta con l’utilizzo delle tecniche di intelligenza artificiale in campo ambientale. Tutti questi temi saranno inquadrati nelle competenze e nel ruolo dell’Agenzia, così da far acquisire ai corsisti elementi utili per interagire in maniera efficace con Arpa traendo il massimo vantaggio.

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