Un hot spot di grandine in Europa

Cosa raccontano 30 anni di dati in Friuli Venezia Giulia

Articolo

La grandine è un fenomeno diffuso in Friuli Venezia Giulia; un’analisi dei pannelli di rilevazione gestiti da Arpa FVG dal 1988 al 2016 ha evidenziato che i chicchi di diametro maggiore sono distribuiti in una fascia da sud-ovest a nord-est, parallela alla cresta prealpina con i chicchi maggiori più frequenti nell’angolo sud-ovest. L’unico segnale di cambiamento climatico rilevato è una tendenza delle grandinate a produrre meno chicchi, ma di diametro maggiore in media.

Meteo e clima

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Vivendo in Friuli Venezia Giulia abbiamo tutti avuto a che fare col tema della grandine, spesso legata ai danni che produce. Infatti essa rappresenta uno dei fenomeni meteorologici più distruttivi che interessano la nostra regione che, per caratteristiche geografiche, risulta essere un hot spot europeo per gli eventi grandinigeni. Le cause vanno ricercate nella vicinanza alla laguna di Grado, Marano e al mare Adriatico, fonti di umidità nei bassi strati che, spinta verso l’interno, incontra Prealpi e Alpi subendo un sollevamento orografico e intensificando i temporali.

Pannello grandine

Capire meglio questo fenomeno risulta quindi particolarmente importante. Per questo motivo la raccolta dei dati è iniziata nel 1988 con l’istallazione di 367 grelimetri o hailpads distribuiti uniformemente sul territorio a una distanza di circa 3.5 km l’uno dall’altro. Su ogni supporto è presente un pannello di polistirolo espanso dipinto di bianco, in grado di registrare le impronte dei chicchi di grandine durante i temporali. La rete si basa sul contributo di volontari, che controllano e sostituiscono i pannelli una volta colpiti dalla grandine.

Quali sono le caratteristiche della grandine in FVG?

Dal punto di vista dimensionale, la grandine regionale è generalmente composta da chicchi piccoli o medi: il diametro medio è di 8 mm, mentre il diametro massimo osservato sui pannelli raggiunge i 46 mm. La distribuzione segue un andamento sbilanciato: i chicchi piccoli sono più frequenti rispetto a quelli grandi e gli episodi con grandine severa risultano relativamente rari. Questo potrebbe non coincidere con la percezione personale delle grandinate ma da un lato le persone tendono a ricordare soprattutto i chicchi con dimensioni maggiori e dall’altro la superficie del pannello è molto ridotta (0.115m2) per cui la probabilità che il chicco più grande colpisca il pannello è minima. Un esempio è il chicco rilevato ad Azzano Decimo il 24 luglio 2023 che detiene il record europeo di 19 cm di diametro, ma che non è stato rilevato dalla rete.

La distribuzione temporale della grandine mostra un maggior numero di eventi grandinigeni tra metà giugno e metà luglio, mentre i chicchi più grandi e i flussi di energia più elevati si osservano in media nella prima metà di agosto. Un andamento differente caratterizza la densità dei chicchi per m2 che risulta elevata a fine giugno e raggiunge il suo massimo assoluto a fine settembre. Sul piano giornaliero, la maggior parte delle grandinate avviene alle ore 17 locali; tuttavia sembra che in media durante le ore notturne vengano prodotti chicchi di dimensioni maggiori.

Anche la distribuzione geografica non è uniforme, suddividendo la zona di studio in una griglia di 15x15 km si osserva che in ogni quadrato grandina in media una volta all’anno, ma più frequentemente nella zona nord-occidentale (con un hot spot nella zona nord-orientale). Contrariamente i diametri maggiori si registrano nell’angolo sud-occidentale. Più in generale, le località con i chicchi più grandi non sono isolate ma si dispongono lungo una fascia orientata da sud-ovest verso nord-est, parallela alla cresta prealpina.

distribuzione spaziale nella pianura del friuli ve...

Distribuzione spaziale nella pianura del Friuli Venezia Giulia: a) numero medio di eventi grandinigeni per stazione per anno; b) diametro massimo medio dei chicchi (mm) in celle di 15×15 km. Dati 1988–2016. Fonte: Manzato et al. (2022), Journal of Applied Meteorology and Climatology.


Ci sono segnali di cambiamento?

L’analisi delle serie storiche della rete grandine al 2016 non mostra evidenze significative di cambiamenti nelle dimensioni massime dei chicchi, nel numero di eventi o nell’energia complessiva delle grandinate. Tuttavia, emerge un segnale interessante per quanto riguarda la struttura degli eventi: negli ultimi decenni si osserva una diminuzione del numero di impatti registrati sui pannelli, accompagnata da un leggero aumento delle dimensioni mediane della grandine. In altre parole, le grandinate recenti sembrano essere caratterizzate mediamente da meno chicchi ma leggermente più grandi.

La stagione grandinigena del 2025 e prime considerazione sul 2026

La campagna di monitoraggio 2025 ha registrato 36 giorni di grandine tra aprile e settembre, un valore inferiore alla media storica 1988-2008 pari a 55 giorni. Solo il mese di luglio si è mantenuto in linea con la norma. Nel complesso emerge quindi una stagione caratterizzata da pochi eventi ma mediamente più estesi, con l'attività concentrata in pochi episodi di grande portata piuttosto che distribuita in numerose grandinate diffuse. Giugno e settembre in particolare hanno registrato valori quasi doppi rispetto alla media storica in termini di pannelli colpiti per giorno di grandine.

Anche la distribuzione oraria si è discostata dalla norma. La percentuale di grandinate serali, tra le 18 e le 24, ha raggiunto quasi il 50% dei casi, contro il 37% della media storica. La quota pomeridiana, pur restando rilevante al 40.5%, è risultata leggermente inferiore alla media.

Dal punto di vista spaziale, la distribuzione delle grandinate è apparsa complessivamente omogenea sul territorio regionale, con valori generalmente bassi e diffusi in modo uniforme, con un’assenza di eventi nella zona costiera. L'episodio più significativo dell'anno è stato quello del 26 giugno, contraddistinto dall’attività temporalesca più intensa del 2025. In tale occasione, infatti, si sono sviluppati alcuni sistemi convettivi sulla pianura veneto-friulana tra le province di Treviso e Pordenone, responsabili di grandinate di rilevante entità con chicchi che hanno raggiunto un diametro massimo osservato di 12 cm a Francenigo di Gaiarine (TV).

La stagione convettiva del 2026 ha esordito in maniera piuttosto vivace con diversi episodi significativi già nella prima metà di maggio: l’analisi dei pannelli, che verrà effettuate nei prossimi mesi dopo il termine della stagione temporalesca, potrà dirci se si è trattato di fenomeni che si discostano dalla norma climatica stagionale.

Giorni in cui è stato colpito almeno 1 pannello

Nel grafico: giorni in cui è stato colpito almeno 1 pannello di rilevamento.

Giorni in cui è stato colpito almeno 1 pannello di rilevamento.
Mese Media 88 - 08 2025 Deviazione standard
apr 6,19047619 3 4,354527
mag 9,142857143 7 3,260149
giu 12,04761905 4 3,353747
lug 11,38095238 11 4,188988
ago 10,66666667 5 3,746109
set 7,714285714 6 4,039095

Percentuale di pannelli colpiti nelle varie fasce giornaliere

Nel grafico: la percentuale di pannelli colpiti nelle varie fasce giornaliere: notte 00-06, mattina 06-12, pomeriggio 12-18, sera 18-24.

Percentuale di pannelli colpiti nelle varie fasce giornaliere: notte 00-06, mattina 06-12, pomeriggio 12-18, sera 18-24.
Fasce giornaliere Media 88 - 08 2025 Deviazione standard
notte 9,959526 5,6 6,805897
mattina 8,065367 3,9 4,237382
pomeriggio 44,97201 40,6 10,26523
sera 37,0031 49,8 8,852355